Le civiltà mesoamericane conoscevano la ruota. Sono stati ritrovati giocattoli in terracotta dotati di ruote funzionanti. Eppure la ruota non è mai diventata infrastruttura di trasporto. Le città furono costruite senza carri, senza traino su larga scala, senza integrazione sistemica di quello strumento.
La ruota esisteva, ma restava un giocattolo.
Questo fenomeno non riguarda l’arretratezza tecnologica. Riguarda la coerenza di un sistema: uno strumento che non trova spazio nell’ecosistema organizzativo tende a essere marginalizzato, anche se ne possiede il potenziale.
Nel mondo della formazione accade qualcosa di simile con il gioco. È conosciuto, utilizzato, talvolta apprezzato, ma spesso resta confinato alla dimensione dell’intrattenimento senza essere riconosciuto come dispositivo cognitivo strutturale.
L’incontro esplora cosa accade nel cervello quando un elemento rompe le categorie consolidate. Attraverso contributi delle neuroscienze affettive e degli studi sul cervello predittivo verrà analizzato perché strumenti potenzialmente trasformativi vengano inizialmente percepiti come marginali e quali condizioni ne permettano l’integrazione nei sistemi formativi.
Evento gratuito su prenotazione obbligatoria.
Iscrizione tramite il form dedicato:
https://forms.office.com/e/ZatY2skmEk
La partecipazione implica l’autorizzazione al trattamento dei dati per finalità organizzative e alla registrazione dell’incontro per scopi divulgativi.