Nel 1942 Isaac Asimov formulò la Prima Legge della Robotica: un robot non può arrecare danno a un essere umano.
La questione implicita non riguarda l’intelligenza della macchina, ma il limite morale dell’azione: chi definisce cosa sia danno? E chi ne risponde?
Nel lavoro contemporaneo molte decisioni sono formalmente corrette: rispettano norme, dati e procedure. Eppure possono generare effetti imprevisti, fratture relazionali o conseguenze eticamente controverse.
L’incontro esplora la dimensione morale della decisione professionale a partire da contributi neuroscientifici e psicologici: i marcatori somatici di Antonio Damasio, il modello intuizionista di Jonathan Haidt, lo sviluppo morale di Lawrence Kohlberg e le evidenze sulle basi neurali del conflitto etico.
Attraverso casi concreti legati al mondo del lavoro; selezioni algoritmiche, licenziamenti, gestione della sicurezza, verrà analizzata una competenza spesso invisibile ma centrale: l’intelligenza morale, intesa come capacità di integrare regola, emozione e responsabilità in contesti ad alta complessità.
Evento gratuito online su prenotazione obbligatoria.
Iscrizione tramite il form dedicato:
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La partecipazione implica l’autorizzazione al trattamento dei dati per finalità organizzative e alla registrazione dell’incontro per scopi divulgativi.