Gli effetti del bullismo sul cervello degli adolescenti

Molti di noi conoscono o hanno sentito parlare di bullismo. Sfortunatamente questa parola fa parte ormai del nostro vocabolario quotidiano, descrivendo un fenomeno sempre più diffuso dentro e fuori le classi di tutto il mondo. Sappiamo che ha conseguenze sullo stato emotivo dei ragazzi, ma studi recenti parlano anche degli effetti allarmanti che il bullismo può avere sul cervello.

Le conseguenze della sofferenza del bullismo

Il bullismo è un fenomeno di comportamento violento, di natura sia fisica che verbale, intenzionale e ingiustificato che coinvolge soprattutto i giovani tra i 7 e i 18 anni; è reiterato e mantenuto nel tempo e le vittime non possono difendersi efficacemente, poiché di solito si trovano in una posizione di svantaggio o di inferiorità. Questa forma di violenza può verificarsi nei contesti scolastici, nei contesti lavorativi (qui il bullismo prende nome di mobbing) e, negli ultimi anni, un problema assai diffuso è diventato il cyberbullismo, ovvero qualsiasi bullismo agito tramite telefoni cellulari, social media o internet in generale. Tali dispositivi consentono ai bulli di esercitare le loro molestie in modo anonimo e in qualsiasi momento della giornata, spesso lasciando la vittima in uno stato di ansia costante. Chi subisce molestie croniche ha un rischio maggiore di ansia, depressione e problemi di autostima.

Gli effetti del bullismo sul cervello degli adolescenti

Studi recenti ci informano che le conseguenze del bullismo e del cyberbullismo non sono solo psicologiche ed emotive. Essere vittime di bullismo può comportare notevoli cambiamenti a livello cerebrale.

E in che modo questi comportamenti influenzano il cervello di chi ne è vittima? Ce lo spiega un recente studio condotto presso il King’s College di Londra, nel Regno Unito. La ricercatrice Erin Burke Quinlan, con il suo team, ha analizzato questionari e scansioni cerebrali di oltre 600 giovani provenienti da diversi paesi europei, quando questi avevano 14, 16 e 19 anni. I risultati hanno mostrato che oltre 30 partecipanti avevano subito bullismo cronico. Successivamente, i dati di questi partecipanti sono stati confrontati con quelli dei giovani che non erano stati vittime di bullismo o che non avevano subito intimidazioni frequenti. Gli scienziati hanno scoperto che il bullismo grave era correlato a cambiamenti nel volume del cervello e con depressione, ansia e iperattività, all’età di 19 anni. Essere vittime può, quindi, aumentare la probabilità di insorgenza di disturbi mentali, come l’ansia, la depressione e persino l’abuso di droghe.

Le aree cerebrali coinvolte

Lo studio conferma i risultati di precedenti ricerche che collegavano il bullismo con problemi di salute mentale, ma ha anche rivelato qualcosa di nuovo: il bullismo può ridurre il volume di parti dello striato dorsale, in particolare il nucleo caudato e il putamen.

– Nucleo caudato: svolge un ruolo cruciale nel modo in cui il cervello impara, in particolare come elabora i ricordi; questa parte del cervello utilizza le informazioni delle esperienze passate per influenzare azioni e decisioni future;

– Putamen: è una struttura che regola i movimenti e influenza l’apprendimento.

I cambiamenti nella struttura del cervello degli adolescenti che hanno subito vessazioni perpetrate nel tempo spiegano, in parte, il rapporto tra vittimizzazione tra pari e alti livelli di ansia all’età di 19 anni.

Il nucleo caudato e il putamen non sono considerati rilevanti per l’ansia in modo diretto, ma essi contribuiscono a determinare comportamenti correlati, come la sensibilità alla ricompensa, la motivazione, il condizionamento, l’attenzione e l’elaborazione emotiva.

È preoccupante sapere che il 30% dei giovani è stato vittimizzato dai coetanei quasi quotidianamente: l’adolescenza non è solo un momento di esperienze nuove e di stress, ma anche un periodo di ampio sviluppo del cervello. Pertanto, l’incremento di ogni sforzo possibile per contrastare il bullismo diviene di fondamentale importanza, al fine di evitare che esso diventi un grave problema con la conseguenza di instaurare cambiamenti nel cervello, ansia diffusa e costi elevati per la società.

 

di Roberta Tomasi

Sull’autrice
Psicologa formata in mediazione culturale, co-founder di DemeCafè – Servizi Specialistici per le Demenze e i Disturbi Cognitivi, da anni si occupa di prevenzione del disagio giovanile e promozione del benessere psicofisico, in contesti scolastici ed extrascolastici. Crede fortemente nel potere dell’informazione e della formazione su tematiche legate al bullismo e al cyberbullismo quale strumento primario per rendere consapevoli i ragazzi delle gravi conseguenze e prevenire lo sviluppo di psicopatologie.

2 thoughts on “Gli effetti del bullismo sul cervello degli adolescenti

  1. Giuliano ha detto:

    Complimenti dottoressa, è estremamente affascinante conoscere gli aspetti scientifici di questo fenomeno.

  2. Claudio ha detto:

    Complimenti Dottoressa. Analisi corretta ed esaustiva. Con la speranza che vengano supportati progetti fatte dalle associazioni del territorio per sensibilizzare ancora di più questa piaga sociale

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